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L'Epopea della Radiotelegrafia:
Un Secolo di Storia tra Terra e Mare |
Ricerca
sulle stazioni radiotelegrafiche costiere della Regia Marina e
della Marina Militare
Italiana alla
Spezia |

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| 1897- 1898 |
Nell'estate del 1897 G.
Marconi viene a La Spezia, su invito dell'allora Ministro
della Marina Benedetto Brin,
per dare dimostrazione della sua invenzione . Lo stesso anno
viene installata sulla sommità dell' isola Palmaria
(dove era già presente una Stazione Segnali) una stazione
radiotelegrafica sperimentale : è la
prima stazione radio costiera italiana.
Presso il "Laboratorio Elettrico" di S. Bartolomeo
il personale viene istruito nel montaggio e riparazione degli
apparecchi radiotelegrafici.
Si istituisce una scuola per l'addestramento del personale.
Si effettuano esperimenti su spolette radiocomandate.
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| 1899 - 1900 |
La stazione radiotelegrafica della Palmaria
viene affiancata da altre due stazioni identiche installate
una sull' isola
della Gorgona e l'altra presso la Regia Accademia Navale
di Livorno ove è presente un centro di sperimentazione
e di ricerca diretto dal C.te Bonomo. Vengono eseguiti ripetuti
esperimenti di intercollegamento tra le tre stazioni al fine
di perfezionare le apparecchiature e studiare il comportamento
della propagazione delle onde radio. |
| 1900 - 1901 |
Viene reso stabile il collegamento tra
Palmaria, Gorgona e Livorno. Gli esperimenti legati a queste
stazioni permettono la sperimentazione del "coherer" a
goccia di mercurio e polvere di carbone ideato da Castelli.
Il C.te Bonomo continua gli esperimenti e si dimostra, nella
ricezione, la superiorità del ricevitore telefonico
al posto della macchina telegrafica scrivente.
Nel 1900 il Solari viene assegnato, su sua richiesta, a S.
Bartolomeo per seguire le esperienze radio che qui si compiono.
Nel 1901 si eseguono prove di collegamento tra la Palmaria
e l' isola del Giglio. Si sperimenta il "coherer" a
mercurio e polvere di ghisa ideato dal Barnabita Padre Timoteo
Bertelli. La "Regia Marina" acquista gli apparati
radiotelegrafici Marconi "mod. 1901" che entrano
in servizio presso le stazioni costiere e a bordo nave.
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Proseguono le sperienze anche a S. Bartolomeo da dove, nella
primavera del 1901 Solari stabilisce il primo collegamento
radiotelegrafico tra una stazione italiana ed una francese,
sia pure in modo ufficioso. Il Solari racconta che la stazione
RT di S. Bartolomeo riceveva di tanto in tanto le comunicazioni
tra una stazione francese situata a Calvi in Corsica ed una
stazione corrispondente situata a Biot, sulla costa meridionale
francese. Una mattina Solari ricevette la stazione di Calvi
che chiamava ripetutamente Biot senza ottenere risposta. Solari
pensò di intervenire e la comunicazione si svolse così :
Solari : " On dorme encore
a Biot"
Calvi: "Qui etes vous ?"
Solari: "Je suis S. Bartolomeo
Spezia en train de faire des experiences et je vous envoie
le bonjour !"
Calvi: "Bonjour" e
cessò le trasmissioni.
Il C.te Bonomo redige un "manuale di istruzione" per il personale di
marina addetto alle stazioni radiotelegrafiche. |
| 1901 - 1902 |
Presso la Direzione di Artiglieria dell'Arsenale
di La Spezia, posta nella zona di S.Vito, viene costituito
un "Reparto di radiotelegrafia" alla cui direzione è posto
il C.te Bonomo. A scopo sperimentale viene quindi installata
una stazione RT che in seguito opererà come una vera
e propria stazione costiera effettuando traffico con le unità della
Regia Marina.
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| 1903 - 1904 |
Il C.te Bonomo formula le conclusioni
degli esperimenti eseguiti a S. Vito presso il Reparto Artiglieria
.
La stazione RT dell' isola Palmaria è in pieno servizio
Nel febbraio del 1903 a La Spezia vengono condotti i primi esperimenti
di "radiotelegrafia dirigibile" . Successivamente, nel marzo-aprile
e agosto-dicembre del 1904, ulteriori esperimenti di "radiotelegrafia
dirigibile" vengono eseguiti tra Monte Mario (Roma) e le isole di
Ponza (al largo della costa laziale) e della Maddalena (nord della Sardegna).
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| 1907 |
Nel mese di dicembre presso il reparto
Artiglieria dell' Arsenale di La Spezia viene approntato
tutto il materiale destinato alla installazione delle stazioni
radio nelle Colonie dell'Africa Orientale che permetteranno
le comunicazioni radiotelegrafiche con la madrepatria.
L' addestramento del personale che era inizialmente eseguito a bordo
o presso le stazioni radio costiere, viene svolto dal 1907 a S. Bartolomeo
(La Spezia) dove nasce la Scuola Telegrafisti presso l'antica Direzione
Torpedini e del Materiale Elettrico.
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| 1908 |
Nel mese di maggio a La Spezia vengono
eseguiti i primi esperimenti di comunicazioni radiotelefoniche.
De Forest (inventore del triodo) viene invitato dal Ministero
della Marina a dare prova dei suoi apparati che vengono installati
su tre unità : Eridano, Partenope e Castelfidardo.
Vengono stabilte comunicazioni radiotelefoniche tra nave
Eridano, alla fonda nel golfo, e nave Partenope in rotta
verso Genova fino alla distanza di 35 Km. Successivamente
vengono stabiliti collegamenti radiotelefonici tra le tre
navi alla fonda in cui nave Eridano poteva comunicare alternativamente
con ciascuna delle altre due unità senza essere ascoltata
dall'altra.
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| 1910 |
Tra la stazione di S.Vito, nell' Arsenale
di La Spezia, e Venezia viene sperimentato il "generatore
d'onde" Jacoviello. Successivamente si sperimentano
anche i generatori Moretti (usato poi per la radiotelefonia)
e Galletti.
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| 1912 |
Viene effettuata una prova
di collegamento radiotelefonico tra La Spezia e Messina (circa
800 Km) ad opera di G. B. Marzi che usa quattro archi "Moretti" in
serie come generatore di radiofrequenza ed uno speciale microfono
a polveri di carbone.
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| 1913 |
La Regia Marina istituisce la categoria
degli "RT" come categoria autonoma di operatori
radio. La Scuola Telegrafisti viene trasferita da S. Bartolomeo
al Varignano presso la sede del vecchio lazzaretto. Direttore
dei primi corsi è il T.V. Costanzo Ciano coadiuvato
dai S.T.V. Garleri, Pession e Montefinale.
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| 1914 |
A S. Vito, nell' Arsenale di La Spezia,
viene installata una stazione RT a scintilla della potenza
di 15 KW che svolgerà traffico per tutto il periodo
della Grande Guerra. Il ricevitore utilizzato era del tipo
a cristallo di carborundum . Sia il ricevitore che il trasmettitore
erano stati costruiti nella stessa officina di S. Vito.
Entra in funzione per la prima volta la radiotelefonia sulle unità navali
con il rice-trasmettitore "Marconi-Round" che impiega tubi
termoionici.
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| 1918 - 1919 |
Sempre a S. Vito, nell' Arsenale di
La Spezia, si costruiscono su larga scala trasmettitori RT
della potenza di 3KW basati sul sistema ad arco , detto "Poulsen",
e trasmettitori a valvole (triodi). Detti apparati servono
al perfezionamento delle stazioni costiere nel frattempo
installate in varie zone d'Italia e trovano impiego anche
all'estero. Infatti uno di detti complessi "Poulsen" viene
installato a Bucarest.
A proposito dell'attività svolta a S.Vito giova ricordare che
questo centro nasce nel 1901-1902 a seguito del notevole aumento della
mole di lavoro che il centro di S. Bartolomeo , originariamente a questo
scopo preposto, non era più in grado di sostenere. Il compito
fu quindi affidato alle officine Elettricisti delle Direzioni Artiglieria
ed Armamenti.
Convenzioni stipulate con la "Marconi" permettevano alla Regia
Marina di costruire gli apparecchi occorrenti e pertanto si costituì una "Officina
RT".
All'inizio della Grande Guerra l'Officina RT fu destinata alla produzione
di tutto ciò che lo stato di guerra impediva di acquistare dalla
Marconi o di far costruire in Italia nel caso di materiale non brevettato.
Durante il periodo della guerra il personale arrivò a contare
fino a 150 operai. In tale periodo la Regia Marina produceva anche i
triodi: la costruzione dei vari elementi componenti il triodo era affidata
all'industria mentre il montaggio, la vuotatura, l'assorbimento dei gas,
la chiusura e la rifinitura del bulbo era affidata ad un laboratorio
che dapprima operava presso l'Istituto Elettrotecnico e Radio Telegrafico
con sede nella Regia Accademia Navale di Livorno, ma che in seguito fu
trasferito a La Spezia. Qui si raggiunse una produzione giornaliera di
300 - 400 valvole.
Questa Officina si perfeziona sotto la direzione e la guida del C.te
Montefinale coadiuvato dal T.V. Matteini e dal T. RT Buzzacchino fino
al 1926 quando la direzione passa al C. di C. Sordina.
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