Eravamo negli anni 60/70...
senza fare una dettagliata retrospettiva vorrei
far presente che a quel tempo, avere una direttiva VHF
( per i 144 MHz) unica frequenza allora in concessione agli
italiani, era un bene primario. La vecchia 6 elementi
Fracarro era una delle piu’ usate sul mercato, i
preamplificatori erano ancora da venire, il cavo TV o la
piattina TV ( 300 ohm) venivano adoperati anche in HF,
inoltre non esisteva l’SSB e si lavorava in AM e CW. Chi
possedeva un ricevitore, tipo
BC348,
convertitore e trasmettitore rigorosamente a valvole
ovviamente, era quasi da considerarsi sopra la media! Io
lavoravo con un autocostruito in AM a quarzo, a transistor (
600 mW di uscita in TX) . Il ricevitore era costituito dai
telaietti Philipps per l’FM PM/5 ( qualcuno se li ricorda? )
sempre a transistor, modificati per i 144 MHz.
Poi sono salito a 3 watt di potenza. In seguito
ad un centinaio, con le valvole,
829B e le
QQE06/40, nel
frattempo era arrivata anche l’SSB, qualche anno dopo
comparve l’IC202
della Icom,
subito adottato per l’eccezionale ricevitore , dati i tempi…
.
Anche allora c’erano le aperture di
E SPORADICO.. Ricordo che
le interpretazioni del fenomeno vertevano prevalentemente
sulle condizioni atmosferiche, l’alta pressione ed altre
amenita’….. . Purtroppo iniziava solo allora, da parte dei
radioamatori l’osservazione e la sperimentazione per
capire il fenomeno. |

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Registratore Geloso 225

Meteor scatter schema

VA3LKI's antenna
Ping meteor scatter
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Il
METEOR SCATTER in CW, si
faceva con il
GELOSINO G255
(piccolo registratore a due velocita’ , a bobine, costruito
all’ epoca dalla John Geloso naturalmente a valvole,
12AX7 e UL41 più un
raddrizzatore al selenio) , con un oscillofono si
registravano dei loop di nastro, con dei marchingegni
meccanici, composti da molle e pulegge, si allungavano i
rinvii, di conseguenza la lunghezza del nastro formante il
loop, sì da farci stare la chiamata ripetitiva. Quando si
passava in ricezione bisognava esser veloci nel togliere il
loop della chiamata ed inserire le due bobine per
registrare, durante il periodo di ricezione le possibili
riflessioni. Se si era ricevuto qualche cosa si
riascoltava quella porzione di nastro, non prima di aver
abbassato la velocita’ di quest’ultimo ( non potete
immaginare il trambusto che ne derivava…). I piu’ abbienti
ne avevano due di registratori uno per la ricezione ed uno
per la trasmissione, la velocita’ massima in CW era 400/500
LPM ed uno sked durava 2 ore !!!, i periodi di ricezione e
trasmissione erano di 5 minuti l’uno .
Naturalmente l’uso di questa tecnica era
subordinato alla presenza della rete luce, oppure un
convertitore CC-CA per alimentare tutte la apparecchiature
(il registratore di sicuro) .
Poi con gli anni si modificarono ed
autocostruirono dei tasti elettronici con memorie, a
velocita’ variabile, per cui il registratore era un
registratore a cassette modificato nella velocita’, piu'
tardi un registratore digitale dedicato fatto da un tedesco,
si riusciva a trasmettere e ricevere a 1200 lpm in CW, gli
sked duravano 1 ora o mezzora .
D’obbligo fu abbonarsi ad una rivista europea, a
quei tempi all’avanguardia: “ VHF Communication “, 4 numeri
all’anno, senza pubblicita’ fatta dai radioamatori per i
radioamatori, in tedesco ed inglese, dove trovai negli anni
70, notizie su attivita’ in 50 MHz tra Australia e Giappone,
con la sperimentazione in corso ( noi non avevamo i 50 MHz)
e la volonta’ di provare su frequenze piu’ alte. |
Qui in Italia, l’unico a crederci
veramente fu
I4EAT FAUSTO, prese accordi
con stazioni del Sud Africa e della Namibia .Rammento che
venne deriso, o perlomeno preso come un poverino che perdeva
il suo tempo. Invece, dopo giorni e giorni di prove, la cosa
avvenne!!, Conservo ancora la registrazione di
ZS3B CHRIS, arrivava qui a
La Spezia molto bene e per 28 minuti, sempre in chiamata,
modo beacon. E allora tutti a chiamarlo, almeno chi poteva a
28.885 MHz allora frequenza di appoggio ( internet era
ancora da venire). Niente ( piu’ tardi si venne a sapere il
perche’; era fuori casa ed aveva lasciato la stazione in
funzione in automatico!!!). Il giorno dopo, con condizioni
di propagazione molto misere ci fu un’altra apertura e
I4EAT
riusci’ nel qso. Mi viene da sorridere ancora oggi, quando
penso alle condizioni tecniche che adoperavamo a quei tempi
ed i risultati ottenuti. Certo, avevamo avuto
condizioni di propagazione molto buone ( scoprii dopo, che
eravamo nel picco del ciclo solare di allora…) .
Dunque esaurita questa noiosa informativa, veniamo alle...
cose che forse interessano di piu’ . |

I4EAT FAUSTO e XYL

I1ANP MARIO |
SECONDA PARTE (clicca per continuare)
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