Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la pagina Privacy Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie.
Home

Perché, come, quando sono diventato radioamatore


 

La mia storia


La mia storia


Q. IZ1OSS

Erano i lontani, primi anni ‘70 quando i miei genitori mi regalarono una coppia di walky talky. Da allora iniziò il mio amore per il mondo della radio. Il mio primo collegamento, fu con una 'cb', piuttosto vicina a casa mia, in centro città. Mi sembrava una cosa straordinaria. Un bel giorno venne a  trovarci, un mio caro zio che abitava sulle colline Bolognesi, e viste le piccole radio, mi fece vedere come si doveva far chiamata.  Così scoprii che era un radioamatore: Che nome strano!! Iw4and. Da quel giorno continuai ... Licenza da swl ... finché mi  decisi a dare l'esame da 'OM' ed eccomi qui, in questo mondo a volte fantastico e a volte non propio così …

 



^ TOP



Q. IZ1REW

Per quello che mi riguarda sono diventato radioamatore grazie a Giuseppe iz1rwc che mi ha accompagnato, direi, su questo cammino, anche il giorno dell'esame, pensai di  non andare,  ma Giuseppe, deciso a farmi provare, mi accompagnò a Genova e incredibilmente sono riuscito a passare. Naturalmente la radio mi ha sempre appassionato così come tutto quello che è percorso da corrente elettrica hihih. Quando ero un bambino avevo molti problemi tra cui la difficoltà di parola, così il medico propose a mia madre di comprarmi un baracchino, e per quanto bizzarra questa decisione fu quella giusta perche mi aiutò molto a sbloccarmi.

IZ1REW

 




^ TOP



Q. IK1ZVJ

Tutto ebbe inizio nel 1968. Avevo sottoscritto un abbonamento alla rivista Nuova Elettronica e come regalo ricevei un ricevitore VHF in kit. Montato il tutto, iniziai ad ascoltare strane voci che dicevano, grosso modo: “Cq  2 metri ascolto 144 a salire”. La cosa mi incuriosì e scoprii così il mondo dei radioamatori. Licenza da SWL e nel 1972 esame per il conseguimento della patente. Nel 1973, il nominativo IW1PCO che in seguito, per ragioni di trasferimento in altra città per  lavoro, lasciai decadere. Nel 1994 nuovo nominativo IW1QM e nel 1995, dopo aver sostenuto l’esame di cw, grazie al grande Ik1SBB (ora Ik2SBB) che ai tempi organizzava il corso di telegrafia in sezione, ottenni  il nominativo attuale: IK1ZVJ.

Ik1ZVJ Felice

 



^ TOP



Q. IZ1HCR

Sono 40 anni che me lo chiedo ... figlio di radioamatore ...



^ TOP



Q. IZ1CLA

Già da ragazzino ero attratto dalle emissioni radio, infatti ero affascinato dall’ascolto delle stazioni specialmente in Onde Corte mediante la vecchia Radio Marelli di mia nonna che conservo ancora.

All’età di 12 anni circa mi costruii la prima Radio Galena con le bobine avvolte in cilindri ricavati da pezzi di canna ed il classico cristallo di galena poi in seguito sostituito da diodi al germanio, ricordo che la sera usavo la rete del letto  ed il tappo-luce come antenna  oltre ad una  filare ancorata alle piante.

Nell’anno 1968 decisi di dedicarmi alla CB assieme a vecchi amici ed ottenni la licenza di ascolto e la concessione CB n° GE-23 e ci costruimmo il nostro primo apparato CB a valvole poi integrato da apparati commerciali, con l’autocostruzione di antenne e lineari  ed ottenni molte soddisfazioni.

Ricordo con nostalgia anche l’utilizzo di apparati surplus che si acquistavano dal Montagnani a Livorno.

Vi fu poi un periodo in cui trascurai l’attività radio per dedicarmi ad altri hobby quali la caccia-pesca-alpinismo per poi tornare alla vecchia passione e nel 1996 sostenni l’esame di telegrafia ottenendo l’attuale nominativo al posto del precedente IW1RC.

Ora continuo a godermi le soddisfazioni che la nostra attività ci concede e sono molto affezionato alla telegrafia in HF dato che non mi sono dedicato al perfezionamento delle altre emissioni sia in VHF/UHF che modi digitali vari ripromettendomi di farmi illustrare e coinvolgere dagli altri colleghi che sono esperti e che invidio per la loro preparazione.

Sauro IZ1CLA



^ TOP



Q. IZ5JLF

… Forse la scintilla fu un ricevitore-kit mostratomi da un francescano (Claudio anche lui) di Gaggiola, dove indegnamente facevo il chierichetto (1968) ...

Poi i passaggi successivi, dettati dalla mia leggendaria pigrizia, nella 27, prima sotto e poi sopra, nonostante fossi perfettamente a conoscenza del mondo ham.

Nell'85 l'abbandono di quel mondo "peccaminoso" e il lento avvicinarmi (con la prima iscrizione ARI e il percorso da swl militante), alla "LUCE" (licenza) che, per la già accennata pigrizia, arriverà solo nel 2006.

Con la mia entrata la sezione di La Spezia ha avuto si  un abbassamento del livello qualitativo, ma senz'altro un innalzamento del peso corporeo ... hi ...

Claudio iz5jlf

 



^ TOP



Q. I1SAF

Scoprii il mondo radiantistico nel 1963 (avevo 16 anni) quando, una domenica mattina, sulla radio di casa, banda OC, ascoltai per caso un QSO tra Angelo Piro, I1EVJ e un’altra stazione italiana. Ricordo che il corrispondente di Angelo disse di conoscere La Spezia in quanto vi aveva svolto il servizio militare di leva.
 
Rimasi letteralmente affascinato e mi buttai a capofitto alla scoperta di quel mondo che oggi, dopo ormai 50 anni, ancora mi coinvolge.
Ero già un appassionato di radiotecnica e divoravo letteralmente le riviste dell’epoca: “Costruire diverte”, “Tecnica pratica” “Sistema pratico”, “La settimana elettronica”, etc.
Mi cimentavo nella costruzione di vari progetti, spesso con risultati molto deludenti, e qui e là leggevo di questi “radioamatori”.
Ah, ho al mio attivo anche la famosa “Scuola Radio Elettra” che per corrispondenza, con dispense e materiali, mi ha guidato alla costruzione di strumenti e circuiti vari sperimentali fino alla radio AM/FM che ancora conservo.
Allora appariva su diverse riviste di radio-elettronica una pubblicità dell’ ARI che recitava:
“radioamatore: un hobby intelligente” .
Scrissi all’ARI (sempre via Scarlatti, Milano) e dopo qualche tempo, era un pomeriggio credo, qualcuno suonò alla porta.
Aprii e vidi, con mia grande sorpresa, Mario Alberti (che poi sarà I1ANP), mio ex compagno di scuola alle elementari.
Mario aveva in mano la mia lettera, girata dall’ARI alla Sezione della Spezia, e dato che mi conosceva (dopo le elementari ci eravamo persi di vista, io abitavo a Mazzetta, lui al Canaletto) si era offerto di prendere contatti con me. A quel tempo il telefono era un lusso e se ne faceva tranquillamente a meno, soprattutto nelle famiglie più modeste come la mia e quella di Mario.
Fu così che Mario mi introdusse nella Sezione ARI della nostra città, di cui lui faceva già parte e svolgeva attività di SWL.
Le riunioni si tenevano settimanalmente, la domenica mattina, presso il Circolo Ricreativo dell’ENEL (o era ancora CIELI?) in via Biassa, numero civico 87, nel palazzetto che si trova a destra della Chiesa di S. Maria Assunta (Piazza Beverini).
Perché al Circolo ENEL? Presto detto: il Presidente, Claudio Donadoni I1BIU, era il capo del Laboratorio Strumenti di Misura dell’ENEL che aveva sede in via Spallanzani, al piano terra dell’ultimo palazzo a sinistra guardando l’attuale “Galleria Spallanzani”.
Così conobbi coloro che costituivano la Sezione: oltre ai citati I1EVJ e I1BIU (SK) c’erano Araldo (Aldo) Stradella I1CVF (SK), il dott Schiavo Lena (medico dentista)  I1CPI (SK), Giulio Sanguinetti I1VAB, Flaviano (Flavio) Fulin I1FUO (SK), Vittorio Imparato I1WNZ (SK), Giuliano Mezzani di Arcola I1MGL (SK), I1XM (SK) , Alfredo Biscardi I1MBM (SK), Pierluigi Conte (SWL e dipendente ENEL) etc.
In quegli anni, dal ’63 in poi, si unì alla “vecchia guardia” una nutrita schiera di “ragazzotti”, molto motivata ed “agguerrita”. Oltre a Mario c’era Claudio Ambrosiani I1AMB, Paolo Viappiani (sempre SWL) poi entrai io e a seguire Bruno Grassi I1XGB (adesso IK1WVG all’epoca il più giovane), Roberto Violi IK1XHH (all’epoca I1VRL), Goffredo Acherusio I1GAC (SK)  e poi Giovanni (Gianni) Balducci (mai presa la licenza ma a quel tempo invidiato possessore di una fiammante “linea Geloso” G222 + G4/214 con cui “pirateggiava”), Rolando Domeniconi, ex  R/T della Mercantile, I1DOA (SK).
Luciano Bellero I1BLX e Giovanni Pecunia (entrambi ufficiali di Marina), Adamo Mancini I1VJY (adesso IK2SBB).
In quel periodo frequentai una scuola privata per R/T della Mercantile  tenuta dal sig. Scardigli, ex R/T della Mercantile (zio dell’ Avv. Piergino Scardigli). Fu così che nella sessione primaverile del 1965 sostenni gli esami per la patente di Radioamatore presso la Stazione Costiera di “Genova Radio - ICB”.
Superai con facilità sia la prova pratica  (ricezione e trasmissione in codice Morse a 40 caratteri/min.) che la la prova teorica. Ricordo ancora che, tra le varie domande di radiotecnica, di regolamenti e procedura si chiedeva “descrivete come costruireste  un trasmettitore in fonia e un ricevitore con particolare riferimento ai circuiti di modulazione e di rivelazione” . Dissi anche che, per motivi di stabilità di frequenza avrei utilizzato, per il TX, un oscillatore pilota controllato a quarzo!  Altri tempi, è vero? Si dava per scontato che un Radioamatore fosse in grado di autocostruirsi tutta la stazione ... ed era così in effetti!
Qualche anno dopo, a seguito dell’esplosione del “fenomeno CB” ci furono altri numerosi ingressi. Erano in gran parte ragazzi che per mezzo della CB avevano scoperto la passione per la radio e decidevano di fare il “salto di qualità” diventando Radioamatori. L’istituzione poi delle cosiddette “licenze speciali”, quelle senza l’esame di CW con i nominativi della serie “IW”, contribuì non poco a far lievitare il numero dei Radioamatori.
Tra i primi ricordo IW1PAF, Fulvio (SK), IW1PBS, Gianfelice (Gian), IW1PDP Rubens e suo fratello Luca I1FNX. E poi tanti altri: I1NVF Fabio, I1NXX Roberto, IW1PGR Gabriele, I1JJZ Armando, etc.
Sarebbe troppo lungo e noioso dare conto di tante persone che nel corso degli anni mi hanno onorato della loro amicizia e di cui conservo ancora un bellissimo ricordo. Diversi di loro, purtroppo non sono più tra noi e ciò mi rattrista anche perché a ciascuno sono debitore di preziosi aiuti e consigli e di esempi di vita e di umanità.
Torniamo a parlare di me: inizio l’attività con apparati autocostruiti, specie i trasmettitori HF (ne costruirò una decina …) ricalcando il G222 della Geloso e sognando il ricevitore G4/214 che costituiva la allora famosissima “linea Geloso”.
Come ricevitori provai di tutto, dal surplus militare anche italiano (ricordo un AC-14 della Allocchio Bacchini ed un AR18 molto modificato) ai ricevitori “casalinghi” opportunamente seviziati per renderli più adatti all’uso radiantistico.
Fu un periodo di intensissima attività sia operativa che di tecnica costruttiva e di sperimentazione. Fu in quegli anni che mi feci “le ossa” e imparai a capire qualcosa di radiotecnica.
Purtroppo le risorse economiche continuavano a scarseggiare e l’unica strumentazione era il tester, un ICE che conservo ed uso ancora oggi. Ma con l’ingegno ed un pizzico di fortuna le cose alla fine funzionavano. Ne sono prova i numerosi QSO tra cui molti apprezzabili DX.
La sera che collegai per la prima volta gli USA, terminato il QSO proruppi in un urlo di gioia che fece tremare i vetri delle finetre e che fece venire un mezzo accidente a mia madre che temette mi fossi fulminato con la corrente … beh un po’ fulminati lo siamo tutti, non vi pare?
Mario, I1ANP mi introdusse nel misterioso mondo delle VHF. Allora i 144 erano una frequenza di “frontiera”. Quasi non esistevano apparati commerciali e neanche di provenienza surplus, e quel poco che c’era aveva costi proibitivi. Si doveva autocostruire tutto! O “piegare” alla nostra volontà aggeggi nati per ben altri scopi (chi ricorda i “telaietti PHILIPS” ?). Ma, forti di una incommensurabile incoscienza ed altrettanta ignoranza, ci lanciavamo in imprese che alla fine davano qualche soddisfacente risultato.
Era il 1970: riuscii a comperarmi una FIAT 500 L (SP 80342) e con quella, assieme a Mario, prendemmo la strada dei monti con il portatile VHF. Iniziammo a fare la “Maratona VHF”, poi i primi contest. Pensate che allora fare 30 QSO durante un contest in 144 garantiva un ottimo piazzamento in classifica …
Parodi, Verrugoli, Cornoviglio, Gottero, La Nuda … queste le vette (tra i 600 e i 1900metri) che violammo spandendo radiofrequenza in VHF (ben poca in verità ... 1W era già festa grande) con QSO che spaziarono, ricordo, dall’Italia all’Austria all’Algeria alla Spagna, Francia, Sicilia, Sardegna, Corsica … tutto il Mediterraneo occidentale in pratica … rigorosamente in AM. Grazie Santa Propagazione!!!
All’epoca il TX era quarzato, frequenza fissa … Qualcuno sa dirmi come si faceva? Chi darà la risposta esatta sarà premiato con un caffè.
Qualche anno dopo ottenemmo la concessione Demaniale sul Verrugoli che, ampliata in un secondo tempo, abbiamo ancora a disposizione.
La possibilità di impianti fissi di antenna composti da array di antenne multiple allargò enormemente le nostre possibilità. Nel frattempo erano migliorate le possibilità economiche ed erano disponibili apparati commerciali di buona qualità a prezzi abbordabili.
Ma l’autocostruzione la faceva ancora da padrona: preamplificatori d’antenna a basso (?) rumore, amplificatori lineari (?) ed un agguerrito team di “contestatori”  portarono ad un salto di qualità per cui ci trovammo per diversi anni ad essere spesso primi in classifica o comunque nei primissimi posti, quasi sempre da podio.
Trascinatore e anima dell’attività Mario, I1ANP. Instancabile costruttore ed installatore di antenne e tralicci, colui che si è sempre fatto carico dei lavori più pesanti ed ingrati. Senza di lui non avremmo fatto quasi nulla di tutto ciò. E non è retorica, credetemi!
Facevano parte della “banda” oltre a Mario, Giuliano I1SAF, Rubens IW1PDP, Marco IK1IXF, Ennio IK1GCD, Sergio I1DSR, Armando IK1LBW, Fabio I1NVF, Adamo I1VJY, Gabriele IW1PGR, Fulvio IW1PAF, Fabrizio I1FUJ, Rocco IW1…, Marco IK1JXY, Cristiano I1WZ, Luciano I1BLX, etc.

 



^ TOP