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La radio nel '900

da Marconi al tablet

 

 

 

 

 

 

 

 

Collaborazione Museo Tecnico Navale della Spezia e ARI La Spezia

dal 15 marzo al 30 giugno 2014 presso Museo Tecnico Navale della Spezia.

 

L'idea nasce dalla proposta del Direttore del Museo Tecnico Navale della Spezia C.V. Silvano Benedetti di organizzare, in stretta collaborazione con la Sezione locale dell’Associazione Radioamatori Italiani, una mostra che ripercorra l’evoluzione delle telecomunicazioni, cioè della comunicazione a distanza, dai suoi albori ai giorni nostri.

Il progetto parte ovviamente da Marconi e dagli esperimenti che fece proprio alla Spezia nel luglio 1897, i quali determinarono il passaggio della sua invenzione da applicazione commerciale ad applicazione militare. Invitato infatti dal Ministro della Marina, Ammiraglio Benedetto Brin, a fornire una dimostrazione del suo apparecchio, gli furono poi messi a disposizione la base navale della Spezia ed il suo Arsenale per approfondire gli esperimenti; la Regia Marina credette fin da subito nelle potenzialità del nuovo mezzo di comunicazione e la preziosa collaborazione proseguì anche negli anni successivi, tant’è che lo scienziato fu arruolato nella Regia Marina come ufficiale della Riserva.

Già nel 1901 Marconi dimostrò le potenzialità delle comunicazioni radio a grande distanza, superando l’Oceano Atlantico utilizzando il “coherer” a goccia di mercurio, dispositivo sviluppato dalla Regia Marina nei laboratori dell’Accademia Navale di Livorno ad opera del TV Luigi Solari e del sottufficiale semaforista Castelli. Iniziarono così le installazioni operative su unità navali e stazioni a terra, nonché l’organizzazione di un servizio di comunicazioni radio e l’apertura di scuole per l’addestramento del personale (la prima al Varignano – La Spezia), fino all’istituzione della categoria “radiotelegrafisti” nel 1913. La Regia Marina istruiva anche il personale per la marina Mercantile e, fino alla fine del secondo conflitto mondiale, gestì con proprio personale le stazioni radio costiere anche per il traffico di corrispondenza commerciale e per i servizi di sicurezza della navigazione.

Il Museo Tecnico Navale e l’Associazione Radioamatori Italiani presentano alcuni apparati relativi ai primi esperimenti di Marconi, costruiti nelle officine dell’Arsenale, e apparati militari e civili di epoche successive che ci raccontano la storia di un secolo caratterizzato da vicende politiche, sociali ed economiche particolari, da eventi di risonanza mondiale ma soprattutto da guerre sanguinose e crisi politiche che hanno coinvolto i Paesi occidentali quasi senza soluzione di continuità.

Un percorso storico rivissuto attraverso la rapida evoluzione degli apparati radio, della cui nascita il “nostro” golfo ed il “nostro” Arsenale furono protagonisti, fino al crollo del Muro di Berlino del 1989, la fine della “Guerra Fredda” e la dissoluzione dell’Unione Sovietica; eventi questi ultimi che coincisero anche con la fine dell’impiego operativo della radiotelegrafia e del codice Morse, soppiantati dalle comunicazioni satellitari e dai computer che aprirono le porte agli attuali dispositivi tascabili come cellulari, tablet e smartphone. Essi consentono a tutti noi di essere costantemente in contatto con il mondo, ovunque ci troviamo e, grazie alla spinta semplificazione della manualità dell’utente, ci hanno trasformato tutti in operatori radio senza bisogno di corsi e scuole particolari.

Elenco apparati esposti:

  1. oscillatore tipo “S. Bartolomeo” (1898) (*)
  2. rocchetto di Ruhmkorff - Balzarini (Milano) (1898 circa )
  3. ricevitore a “coherer” modello 1901 della Marconi Wireless Company
  4. ricevitore con detector magnetico costruito in Arsenale (inizio ‘900)
  5. ricevitore a cristallo costruito in Arsenale (inizio ‘900)
  6. “Ondina campale” e ricevitore “Burndept”. Spedizione scientifica polare 1928
  7. RX Marelli “mod. 1930”
  8. RX “Safar” 772M in uso presso la Regia Marina anni ’40 e WW2
  9. Ricevitore MARELLI mod. RR1 (1940)
  10. Paraset. Ricetrasmettitore inglese per spionaggio WW2
  11. BC348 Ricevitore USA per uso “avionico” WW2
  12. BC459–A Trasmettitore USA per uso “avionico” WW2
  13. BC1000 Ricetrasmettitore spalleggiabile US Army WW2
  14. TCS 12 Ricetrasmettitore per uso navale USA WW2
  15. WS 58 MK1 Ricetrasmettitore portatile per uso campale Esercito Canadese WW2
  16. BC603 Ricetrasmettitore per veicoli corazzati US Army WW2
  17. WS 19 MK3 Ricetrasmettitore per uso campale e veicolare Esercito Canadese WW2
  18. TRM 50 Ricetrasmettitore per uso navale Marina Italiana (1950)
  19. BC312 Ricevitore per uso campale US Army – in uso durante la “guerra fredda”
  20. PRC-6 ricetrasmettitore portatile US Army (Corea)
  21. PRC 10 ricetrasmettitore portatile US Army (Vietnam)
  22. Macchina cifrante HAGELIN BCX-621/B
  23. Telescrivente “Philips” mod. MM–SGC-1
  24. AN/GRC 9 ricetrasmettitore per uso campale e veicolare in uso durante la “guerra fredda”
  25. R 105 ricetrasmettitore portatile Sovietico in uso durante la “guerra fredda”
  26. R 326 ricevitore campale Sovietico in uso durante la “guerra fredda”